AI Act per il deployer che cosa tocca a chi usa l'AI
Chi è deployer e chi fornitore, che cosa devi fare e da quando, che cosa aggiunge la legge italiana sul lavoro, con un'autoverifica da spuntare.
Chi è deployer per l'AI Act?
Chi usa un sistema di AI sotto la propria autorità, per lavoro: è la definizione dell'articolo 3, punto 4. Un'azienda che dà ChatGPT agli impiegati, mette un chatbot sul sito o compra un programma che legge i CV è un deployer, anche se non ha scritto una riga di codice. Resta fuori solo chi usa l'AI per sé, fuori dal lavoro.
Il fornitore è un'altra figura. È chi sviluppa un sistema di AI, o lo fa sviluppare, e lo mette sul mercato o in servizio con il proprio nome o marchio, a pagamento o gratis (articolo 3, punto 3). La differenza conta perché gli obblighi pesanti, la documentazione tecnica, la valutazione della conformità, la marcatura CE, sono del fornitore. Lo stesso sistema, però, può cambiare ruolo a chi lo usa.
| Che cosa fai | Che ruolo hai | Perché |
|---|---|---|
| usi ChatGPT, Copilot o Gemini | deployer | usi il sistema di un altro, sotto la tua autorità |
| compri e usi un programma che seleziona i CV | deployer | come sopra: il programma ha un fornitore |
| fai sviluppare un sistema e lo usi con il tuo nome | fornitore, e anche deployer | chi «fa sviluppare» e mette in servizio con il proprio nome è fornitore (articolo 3, punto 3) |
| metti il tuo nome o marchio su un sistema ad alto rischio | fornitore | articolo 25, paragrafo 1, lettera a |
| modifichi in modo sostanziale un sistema ad alto rischio | fornitore | articolo 25, paragrafo 1, lettera b |
| usi un sistema nato per altro per uno scopo ad alto rischio | fornitore | articolo 25, paragrafo 1, lettera c |
L'ultima riga è quella che sorprende. Un assistente generico usato per mettere in fila i CV fa una cosa che il suo fornitore non prevede, e che per l'AI Act è ad alto rischio. La lettura prudente dell'articolo 25 è che chi lo usa così diventa fornitore, con i suoi obblighi. Il fornitore di partenza, in quel caso, smette di esserlo per quel sistema, ma deve collaborare.
Quando costruiamo per te un sistema su misura, con il tuo nome, il fornitore per l'AI Act sei tu: per questo la conformità la mettiamo nell'architettura, non in un documento a parte.
Da quando valgono gli obblighi?
Formazione e pratiche vietate valgono già dal 2 febbraio 2025, la trasparenza dal 2 agosto 2026, l'alto rischio dal 2 dicembre 2027 per l'allegato III e dal 2 agosto 2028 per l'allegato I. Le date sono quelle dell'articolo 113 nel testo modificato dal Regolamento (UE) 2026/1744, che ha spostato l'alto rischio.
| Da quando | Che cosa si applica | Che cosa vuol dire per chi usa l'AI |
|---|---|---|
| 2 febbraio 2025 | pratiche vietate (articolo 5) e alfabetizzazione (articolo 4) | formazione per chi usa l'AI; niente sistemi che deducono le emozioni al lavoro |
| 2 agosto 2025 | autorità e sanzioni (capi VII e XII) | le multe per gli obblighi già in vigore; in Italia le completa il decreto legislativo 179 del 2026 |
| 2 agosto 2026 | applicazione generale, compresa la trasparenza (articolo 50) | dichiarare deepfake e testi d'interesse pubblico generati; il chatbot che si presenta come AI, a carico del fornitore |
| 23 ottobre 2026 | in Italia, il decreto legislativo 179 del 2026 | decisioni sul lavoro prese da una persona, spiegazione su richiesta, rischi dell'AI nel documento di valutazione dei rischi |
| 2 dicembre 2026 | due nuovi divieti: immagini, audio e video sessuali di persone riconoscibili senza il loro consenso, e materiale pedopornografico | vietato anche usare l'AI per generarli |
| 2 dicembre 2027 | alto rischio dell'allegato III (articoli 26 e 27) | selezione del personale, valutazione dei dipendenti, merito di credito, assicurazioni vita e salute |
| 2 agosto 2028 | alto rischio dell'allegato I | l'AI che fa da componente di sicurezza dei prodotti regolati da altre norme europee, se serve un controllo di terzi |
Il 24 ottobre 2026 abbiamo fatto la stessa domanda a Google, ChatGPT e Perplexity. Sulle tesi le risposte sono d'accordo, sulle date no: la modalità AI di Google, in una risposta, metteva l'alto rischio al 2 agosto 2027, e la panoramica AI diceva la formazione obbligatoria dal 2 agosto 2026. Sono date sbagliate. Altre risposte non danno nessuna data per l'alto rischio.
Il 2 dicembre 2027 non è una data da cui partire: un sistema che seleziona o valuta persone si sceglie, si contratta e si mette in servizio mesi prima. È allora che si decide se avrà i log, la sorveglianza umana e le istruzioni che l'articolo 26 chiede.
Che cosa devi fare, caso per caso?
Con un assistente come ChatGPT servono formazione e una regola sui dati. Se l'AI seleziona o valuta persone, in Italia la decisione finale spetta già oggi a una persona, e dal 2 dicembre 2027 si aggiungono gli obblighi dell'alto rischio. Spunta le voci che ti descrivono: sotto compaiono gli obblighi che ne vengono, ciascuno con l'articolo da cui viene. Compaiono una volta sola anche se tornano in più voci, prima quelli già in vigore e poi per data.
Che cosa ti riguarda
Spunta le voci che descrivono la tua azienda: qui compaiono gli obblighi, prima quelli già in vigore e poi per data.
- Chi lavora per te usa assistenti AI come ChatGPT, Copilot o Gemini
- Per scrivere email e documenti, riassumere, tradurre, cercare.
Dal
Prendi misure perché chi usa l'AI per conto tuo sappia usarla con giudizio, secondo quello che fa e quello che sa già. La legge non fissa ore né attestati.
AI Act, articolo 4
Dal
Informa e forma i lavoratori sui rischi specifici dell'AI che usano e sulle misure che hai preso.
Decreto legislativo 179 del 2026, articolo 42, comma 3
Già in vigore
Decidi quali dati si possono dare agli strumenti, e se il fornitore tratta dati personali per conto tuo regolalo con un contratto.
GDPR, articolo 28
- Un chatbot o un assistente AI risponde ai tuoi clienti
- Sul sito, in chat, al telefono, o un agente che scrive email ai clienti.
Dal
Le persone devono sapere che parlano con un'AI, al più tardi alla prima interazione, salvo che sia evidente. Lo deve garantire il fornitore nel modo in cui il sistema è fatto: verifica che lo faccia e fattelo scrivere nel contratto.
AI Act, articolo 50, paragrafi 1 e 5
Dal
Se il chatbot l'hai fatto sviluppare tu e lo usi con il tuo nome, il fornitore sei tu: l'avviso tocca a te.
AI Act, articolo 3, punto 3
- Pubblichi immagini, audio, video o testi generati con l'AI
- Un video con un volto o una voce sintetica, una foto ritoccata che sembra vera, articoli informativi scritti dall'AI.
Dal
Dichiara che un deepfake, cioè un'immagine, un audio o un video che sembra autentico e non lo è, è generato o manipolato con l'AI. In un'opera chiaramente artistica, satirica o di finzione basta dirlo senza rovinarla.
AI Act, articolo 50, paragrafo 4
Dal
Dichiara che è generato dall'AI un testo pubblicato per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico, a meno che una persona lo abbia rivisto e qualcuno ne abbia la responsabilità editoriale.
AI Act, articolo 50, paragrafo 4
- Usi l'AI per riconoscere le emozioni o per classificare le persone dal volto, dalla voce o da altri dati biometrici
- Su clienti, candidati o dipendenti.
Dal
Non usarla per dedurre le emozioni delle persone sul luogo di lavoro o a scuola: è vietato, tranne che per motivi medici o di sicurezza.
Dal
Non usarla per dedurre dai dati biometrici razza, opinioni politiche, appartenenza sindacale, convinzioni religiose o filosofiche, vita od orientamento sessuale: è vietato.
Dal
Negli altri casi, informa le persone esposte che il sistema è in funzione, e tratta i loro dati come chiede il GDPR.
AI Act, articolo 50, paragrafo 3
- Un programma ti aiuta a selezionare i candidati
- Annunci mirati, filtro o classifica dei CV, valutazione dei colloqui.
Già in vigore
Fai rivedere a una persona quello che propone il sistema: una decisione presa solo dalla macchina, con effetti giuridici o simili sulle persone, è ammessa solo in casi stretti e va spiegata nell'informativa.
GDPR, articoli 13 e 22
Già in vigore
Se il sistema valuta le persone in modo automatizzato, fai prima la valutazione d'impatto sulla protezione dei dati.
GDPR, articolo 35
Dal
La decisione di assumere la prende una persona con un potere effettivo e autonomo. La ricerca e la prima selezione delle candidature non contano come decisione finale.
Decreto legislativo 179 del 2026, articolo 41, comma 1
Dal
Usa il sistema secondo le istruzioni del fornitore, affida la sorveglianza a persone con la competenza, la formazione e l'autorità per farlo, e se i dati in ingresso li controlli tu tienili pertinenti e rappresentativi.
AI Act, articolo 26, paragrafi 1, 2 e 4
Dal
Sorveglia come funziona: se presenta un rischio, avvisa il fornitore e l'autorità e sospendine l'uso; un incidente grave va segnalato.
AI Act, articolo 26, paragrafo 5
Dal
Conserva per almeno sei mesi i log generati dal sistema, nella parte che è sotto il tuo controllo.
AI Act, articolo 26, paragrafo 6
Dal
Informa le persone su cui il sistema decide, o aiuta a decidere, che sono soggette a un sistema ad alto rischio.
AI Act, articolo 26, paragrafo 11
- Usi l'AI per valutare, organizzare o controllare il lavoro dei dipendenti
- Valutazione delle prestazioni, compiti assegnati in base al comportamento o alle caratteristiche delle persone, promozioni, provvedimenti disciplinari, licenziamenti, monitoraggio dell'attività.
Dal
Le decisioni finali sul rapporto di lavoro, comprese le valutazioni delle prestazioni e i provvedimenti disciplinari, le prende una persona con un potere effettivo e autonomo, non il sistema da solo. Altrimenti sono nulle, e un licenziamento anche.
Decreto legislativo 179 del 2026, articolo 41, commi 1 e 4
Dal
Prima di usarlo informa per iscritto ogni lavoratore, e le rappresentanze sindacali, di che cosa fa il sistema, per quali scopi, con quale logica, quali dati e parametri usa e con quali controlli; una modifica che cambia le condizioni di lavoro va comunicata almeno 24 ore prima.
Decreto legislativo 152 del 1997, articolo 1-bis; decreto legislativo 179 del 2026, articolo 41, comma 3
Dal
Se un lavoratore lo chiede, una persona gli spiega la decisione in modo comprensibile, con il peso che ha avuto l'AI e i parametri principali.
Decreto legislativo 179 del 2026, articolo 41, comma 3
Dal
Se il sistema incide sull'organizzazione o sui ritmi del lavoro, o su decisioni che contano per la sicurezza, valutane i rischi nel documento di valutazione dei rischi.
Decreto legislativo 179 del 2026, articolo 42, comma 2
Già in vigore
Se il sistema permette di controllare a distanza l'attività dei lavoratori, prima di installarlo serve un accordo con le rappresentanze sindacali o, se manca, l'autorizzazione dell'Ispettorato nazionale del lavoro.
Già in vigore
Fai rivedere a una persona quello che propone il sistema: una decisione presa solo dalla macchina, con effetti giuridici o simili sulle persone, è ammessa solo in casi stretti e va spiegata nell'informativa.
GDPR, articoli 13 e 22
Già in vigore
Se il sistema valuta le persone in modo automatizzato, fai prima la valutazione d'impatto sulla protezione dei dati.
GDPR, articolo 35
Dal
Usa il sistema secondo le istruzioni del fornitore, affida la sorveglianza a persone con la competenza, la formazione e l'autorità per farlo, e se i dati in ingresso li controlli tu tienili pertinenti e rappresentativi.
AI Act, articolo 26, paragrafi 1, 2 e 4
Dal
Sorveglia come funziona: se presenta un rischio, avvisa il fornitore e l'autorità e sospendine l'uso; un incidente grave va segnalato.
AI Act, articolo 26, paragrafo 5
Dal
Conserva per almeno sei mesi i log generati dal sistema, nella parte che è sotto il tuo controllo.
AI Act, articolo 26, paragrafo 6
Dal
Prima di metterlo in servizio, informa le rappresentanze dei lavoratori e i lavoratori interessati che saranno soggetti a un sistema ad alto rischio.
AI Act, articolo 26, paragrafo 7
Dal
Informa le persone su cui il sistema decide, o aiuta a decidere, che sono soggette a un sistema ad alto rischio.
AI Act, articolo 26, paragrafo 11
- Usi l'AI per valutare il merito di credito delle persone o per prezzare assicurazioni vita e salute
- Per esempio un punteggio sui clienti privati che chiedono un finanziamento. I sistemi antifrode sono esclusi.
Dal
Usa il sistema secondo le istruzioni del fornitore, affida la sorveglianza a persone con la competenza, la formazione e l'autorità per farlo, e se i dati in ingresso li controlli tu tienili pertinenti e rappresentativi.
AI Act, articolo 26, paragrafi 1, 2 e 4
Dal
Sorveglia come funziona: se presenta un rischio, avvisa il fornitore e l'autorità e sospendine l'uso; un incidente grave va segnalato.
AI Act, articolo 26, paragrafo 5
Dal
Conserva per almeno sei mesi i log generati dal sistema, nella parte che è sotto il tuo controllo.
AI Act, articolo 26, paragrafo 6
Dal
Informa le persone su cui il sistema decide, o aiuta a decidere, che sono soggette a un sistema ad alto rischio.
AI Act, articolo 26, paragrafo 11
Dal
Prima del primo uso fai la valutazione d'impatto sui diritti fondamentali e comunicane i risultati all'autorità di vigilanza del mercato.
AI Act, articolo 27, paragrafi 1 e 3
- Il sistema l'hai fatto sviluppare tu e lo usi con il tuo nome, oppure ne hai cambiato lo scopo o l'hai modificato in modo sostanziale
- Anche un assistente generico, come ChatGPT, usato per fare la classifica dei CV.
Dal
Per l'AI Act sei fornitore, oltre che deployer: se il sistema parla con le persone deve dire che è un'AI, e se genera immagini, audio, video o testi il risultato va marcato come generato dall'AI.
AI Act, articolo 3, punto 3, e articolo 50, paragrafi 1 e 2
Dal
Se il sistema è ad alto rischio, prima di usarlo devi rispettare gli obblighi del fornitore: i requisiti dell'AI Act, un sistema di gestione della qualità, la valutazione della conformità, la dichiarazione UE, la marcatura CE, la registrazione.
AI Act, articolo 16 e articolo 25, paragrafo 1
Lo strumento non salva e non invia niente, quello che spunti resta in questa pagina. Copre gli usi più comuni in una PMI, non ogni caso dell'AI Act, ed è un contributo tecnico, non un parere legale.
In tre delle risposte che abbiamo letto l'avviso del chatbot tocca all'azienda che lo usa. L'articolo 50 lo mette sul fornitore, che deve progettare il sistema così; a chi lo usa resta il compito di verificarlo e di scriverlo nel contratto.
Un sistema che sta nell'allegato III, in qualche caso, non è ad alto rischio. L'articolo 6, paragrafo 3, lo esclude quando il sistema svolge un compito procedurale limitato, migliora il risultato di un lavoro umano già finito, rileva schemi senza sostituire la valutazione di una persona, o svolge un compito preparatorio a una valutazione. Non vale mai se il sistema fa profilazione delle persone, e la valutazione la deve fare e documentare il fornitore. Se un fornitore ti dice che il suo programma per il personale non è ad alto rischio, chiedigli quella valutazione per iscritto, prima di firmare.
C'è poi un diritto che riguarda chi subisce la decisione. Chi è toccato da una decisione presa con un sistema ad alto rischio dell'allegato III può chiederti spiegazioni chiare sul ruolo che ha avuto l'AI e sugli elementi principali della decisione: è l'articolo 86. Vale se la decisione ha effetti giuridici o simili e la persona ritiene che danneggi la sua salute, la sua sicurezza o i suoi diritti; le infrastrutture critiche sono escluse. Un sistema che non sa dire perché ha proposto quello che ha proposto ti lascia senza risposta.
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Che cosa aggiunge la legge italiana per chi usa l'AI con i dipendenti?
Tre cose, e valgono già oggi: le decisioni sul rapporto di lavoro le prende una persona, il lavoratore va informato prima, e i rischi dell'AI entrano nella valutazione dei rischi. Le regole vengono dal decreto legislativo 179 del 2026, che adegua la legge italiana all'AI Act, e da due norme che c'erano già. Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'8 ottobre 2026 ed è in vigore dal 23 ottobre.
L'articolo 41 del decreto riguarda ogni datore di lavoro che usa sistemi di AI nelle decisioni sul rapporto di lavoro, non solo quelli ad alto rischio. Le decisioni finali su assunzione, modifica e fine del rapporto, compresi i provvedimenti disciplinari e le valutazioni delle prestazioni, non possono basarsi solo su un trattamento automatizzato. La decisione definitiva spetta a una persona che eserciti un potere effettivo e autonomo, e il consenso del lavoratore non fa eccezione. La ricerca e la selezione delle candidature non contano come decisione finale, anche quando escludono qualcuno dalle fasi successive. Il lavoratore ha diritto a una motivazione comprensibile, data da una persona, con il peso che ha avuto l'AI e i parametri principali. Un licenziamento deciso in violazione è nullo, e lo sono le altre decisioni.
Prima di usare il sistema, lo stesso articolo rimanda agli obblighi d'informazione dell'articolo 1-bis del decreto legislativo 152 del 1997. Ogni lavoratore va informato per iscritto di che cosa decide o controlla il sistema, per quali scopi, con quale logica, quali dati e parametri usa, con quali controlli e con quale precisione. Le stesse informazioni vanno alle rappresentanze sindacali, e le modifiche che cambiano le condizioni di lavoro vanno comunicate almeno 24 ore prima. Se il sistema permette anche di controllare a distanza l'attività dei lavoratori, vale l'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori: serve un accordo con le rappresentanze sindacali o, se manca, l'autorizzazione dell'Ispettorato nazionale del lavoro. Restano fuori gli strumenti che il lavoratore usa per lavorare e quelli che registrano le presenze.
L'articolo 42 porta l'AI nella sicurezza sul lavoro. Un sistema che incide sull'organizzazione del lavoro, sui ritmi, sul modo di lavorare o su decisioni che contano per la sicurezza si valuta nel documento di valutazione dei rischi. I lavoratori vanno informati e formati sui rischi specifici dell'AI che usano.
Una firma in fondo a una classifica fatta dall'AI non è una decisione presa da una persona: chi decide deve poter cambiare l'esito, e sapere perché il sistema ha proposto quello che ha proposto. Per questo, nei sistemi che costruiamo, la persona che approva vede le ragioni della proposta, e ogni scelta resta in un registro di quello che l'AI ha fatto.
Che cosa rischi se non lo fai?
Per gli obblighi del deployer fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale annuo, ma per una PMI il tetto è la più bassa delle due cifre. Le soglie sono quelle dell'articolo 99 dell'AI Act, che in Italia l'articolo 23 del decreto legislativo 179 del 2026 riprende e completa.
| Che cosa non rispetti | Fino a | Dove lo dice |
|---|---|---|
| le pratiche vietate (articolo 5) | 35 milioni di euro o 7% del fatturato, se superiore | AI Act, articolo 99, paragrafo 3; decreto 179, articolo 23, comma 1 |
| alto rischio e trasparenza (articoli 26 e 50) | 15 milioni di euro o 3% | articolo 99, paragrafo 4; articolo 23, comma 2 |
| informazioni inesatte o incomplete alle autorità | 7,5 milioni di euro o 1% | articolo 99, paragrafo 5; articolo 23, comma 3 |
| in Italia: valutazione d'impatto e spiegazioni (articoli 27 e 86) | 1 milione di euro o 0,5% | articolo 23, comma 4 |
Per le PMI, start-up comprese, vale la più bassa fra la cifra e la percentuale. Un esempio con numeri tondi: un'azienda che fattura 10 milioni di euro e non rispetta un obbligo dell'articolo 26 rischia fino al 3%, cioè 300.000 €, non 15 milioni. Le piccole imprese a media capitalizzazione hanno la stessa regola per le fasce del 3% e dell'1%. Per le violazioni poco gravi, l'articolo 22 del decreto permette all'autorità di ordinare di rimediare entro un termine, invece della multa; chi non lo fa paga fino a un terzo in più.
L'obbligo di formazione dell'articolo 4 non compare in nessuno dei due elenchi di sanzioni: resta un obbligo, ma non ha una multa sua. E per un'azienda che usa l'AI con i dipendenti il rischio più concreto non è la multa: è un licenziamento nullo, o una valutazione delle prestazioni che non regge davanti a un giudice.
Un esempio: un'azienda metalmeccanica di 60 persone
Un'azienda metalmeccanica di 60 dipendenti usa Copilot per email e documenti, una telecamera con AI che scarta i pezzi difettosi in linea, e vuole comprare un software che valuta le prestazioni dei dipendenti. Il 24 ottobre 2026 abbiamo chiesto a Google, ChatGPT e Perplexity che cosa deve fare per l'AI Act, e quali dei tre sistemi sono ad alto rischio.
Le risposte sono d'accordo: ad alto rischio è il software di valutazione, che sta nell'allegato III, punto 4. La telecamera non lo è, finché scarta pezzi e non è un componente di sicurezza di una macchina; Copilot nemmeno. L'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori e l'informazione ai sindacati compaiono nella modalità AI di Google, nella panoramica AI e in ChatGPT. Nessuna risposta cita il decreto legislativo 179 del 2026, in vigore dal giorno prima.
Manca proprio quello. Ecco i tre sistemi con le regole di oggi.
| Sistema | Classe per l'AI Act | Che cosa fare adesso | Che cosa fare entro il 2 dicembre 2027 |
|---|---|---|---|
| Copilot per email e documenti | nessun obbligo specifico oltre l'articolo 4 | formazione, regole sui dati da incollare, informazione sui rischi | niente di nuovo |
| telecamera che scarta i pezzi | non ad alto rischio, se non è un componente di sicurezza | accordo sindacale, valutazione dei rischi | niente di nuovo |
| software di valutazione delle prestazioni | alto rischio, allegato III, punto 4 | decisione finale a una persona, valutazione d'impatto sulla protezione dei dati | istruzioni, sorveglianza umana, log per sei mesi, informazione ai lavoratori |
Per Copilot l'informazione sui rischi la chiede l'articolo 42 del decreto 179. Per la telecamera l'accordo sindacale serve se inquadra le persone, e senza accordo serve l'autorizzazione dell'Ispettorato; la valutazione dei rischi si aggiorna se cambiano i ritmi di lavoro. Per il software di valutazione l'informativa scritta va a lavoratori e sindacati prima dell'uso, l'articolo 4 dello Statuto vale se il programma controlla l'attività, e dal 2 dicembre 2027 l'articolo 26 chiede di informare anche le rappresentanze.
Il software di valutazione è da decidere per primo, non per ultimo: è l'unico dei tre ad alto rischio, e in Italia le sue valutazioni sono già oggi decisioni da far prendere a una persona. Prima di comprarlo, chiedi al fornitore le istruzioni per l'uso dell'articolo 13 e come il programma permette a chi valuta di vedere e cambiare la proposta. Chiedi anche dove restano i log e per quanto, e su quali dati si basa la valutazione. Se non sa rispondere, hai già la tua risposta.
Da lì la strada che conviene è questa:
- un elenco dei sistemi di AI usati in azienda, con chi li usa e per che cosa, compresi quelli che i dipendenti usano per conto loro;
- una formazione breve per chi usa Copilot e una regola scritta sui dati che non si incollano;
- per la telecamera, una verifica di che cosa inquadra e dei suoi effetti sui ritmi, da portare nel documento di valutazione dei rischi;
- per il software di valutazione, l'informativa e il confronto con le rappresentanze prima dell'acquisto, poi un periodo in cui le valutazioni le fa una persona e il sistema propone soltanto.
Quando non devi fare niente di più?
Quando usi l'AI per scrivere, riassumere e cercare, e nessun sistema decide, o aiuta a decidere, sulle persone. Allora bastano la formazione dell'articolo 4, una regola chiara sui dati che si possono dare agli strumenti e quello che chiede già il GDPR. Gli obblighi pesanti cominciano quando l'AI tocca le persone: chi assumi, come le valuti, che cosa pubblichi su di loro.
Lavoriamo accanto ai consulenti legali, non al loro posto: loro interpretano gli obblighi, noi li mettiamo a terra. Le altre domande sull'AI Act sono nella pagina sull'AI Act. Da dove partire con l'AI, prima ancora delle regole, lo dice la guida AI in azienda.
Fonti e approfondimenti
- AI Act, articolo 3, «Definizioni»ai-act-service-desk.ec.europa.eu, consultato il 24 ottobre 2026
- AI Act, articolo 4, «Alfabetizzazione in materia di IA»ai-act-service-desk.ec.europa.eu, consultato il 24 ottobre 2026
- AI Act, articolo 5, «Pratiche di IA vietate»ai-act-service-desk.ec.europa.eu, consultato il 24 ottobre 2026
- AI Act, articolo 26, «Obblighi dei deployer dei sistemi di IA ad alto rischio»ai-act-service-desk.ec.europa.eu, consultato il 24 ottobre 2026
- AI Act, articolo 27, valutazione d'impatto sui diritti fondamentaliai-act-service-desk.ec.europa.eu, consultato il 24 ottobre 2026
- AI Act, articolo 50, obblighi di trasparenza per i fornitori e i deployerai-act-service-desk.ec.europa.eu, consultato il 24 ottobre 2026
- AI Act, articolo 99, «Sanzioni»ai-act-service-desk.ec.europa.eu, consultato il 24 ottobre 2026
- AI Act, articolo 113, «Entrata in vigore e applicazione»ai-act-service-desk.ec.europa.eu, consultato il 24 ottobre 2026
- AI Act, allegato III, sistemi di IA ad alto rischioai-act-service-desk.ec.europa.eu, consultato il 24 ottobre 2026
- Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/1689normattiva.it, consultato il 24 ottobre 2026
- Decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152, articolo 1-bis, informazioni sui sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzatinormattiva.it, consultato il 24 ottobre 2026
- Legge 20 maggio 1970, n. 300, articolo 4, «Impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo»normattiva.it, consultato il 24 ottobre 2026
Che cos'è un deployer per l'AI Act?
È chi usa un sistema di AI per lavoro, sotto la propria autorità. Se in azienda usate ChatGPT, un chatbot sul sito o un programma che legge i CV, siete deployer, anche se il sistema l'ha fatto un altro. Chi lo costruisce e lo vende con il proprio nome è invece il fornitore, e ha gli obblighi più pesanti.
Se uso ChatGPT in azienda, che cosa devo fare per l'AI Act?
Spiegare a chi lo usa come usarlo con giudizio, secondo il lavoro che fa, e decidere quali dati si possono incollare e quali no. È l'obbligo di formazione dell'articolo 4, in vigore dal 2 febbraio 2025, senza ore né attestati fissati dalla legge. In Italia, dal 23 ottobre 2026, i lavoratori vanno informati anche sui rischi dell'AI che usano. Gli obblighi pesanti cominciano solo se l'AI decide sulle persone.
Il chatbot sul sito deve dire che è un'AI?
Sì, dal 2 agosto 2026, al più tardi alla prima risposta, a meno che sia evidente. L'obbligo è di chi fornisce il chatbot: tu verifica che lo faccia e fattelo scrivere nel contratto. Se il chatbot l'hai fatto costruire tu e porta il tuo nome, il fornitore sei tu, e l'avviso lo metti tu.
Un programma che seleziona i CV è ad alto rischio?
Sì, la selezione del personale è nell'elenco dei sistemi ad alto rischio. Dal 2 dicembre 2027 devi usarlo secondo le istruzioni, farlo sorvegliare da persone competenti, tenere i log per almeno sei mesi e dire ai candidati che lo usi. Già oggi, per il GDPR, un'esclusione decisa solo dalla macchina è ammessa solo in casi stretti; in Italia la decisione di assumere la prende comunque una persona.
Posso usare l'AI per valutare i dipendenti?
Sì, ma in Italia la valutazione finale la deve fare una persona, che può cambiare quello che propone il sistema; altrimenti la decisione è nulla. Prima di usarlo devi informare per iscritto i lavoratori e i sindacati su che cosa fa e con quali dati, e se controlla l'attività a distanza serve l'accordo sindacale o l'autorizzazione dell'Ispettorato. Dal 2 dicembre 2027 si aggiungono gli obblighi dei sistemi ad alto rischio.
Quanto si rischia se non si rispetta l'AI Act?
Per gli obblighi di chi usa l'AI fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato, ma per una PMI vale la cifra più bassa delle due. Per le pratiche vietate si arriva a 35 milioni o al 7%. Per un'azienda che fattura 10 milioni il tetto del 3% è 300.000 €. Per le violazioni poco gravi l'autorità può ordinare di rimediare invece di multare.
Quando divento fornitore invece che deployer?
Quando fai sviluppare un sistema e lo usi con il tuo nome, o metti il tuo marchio su un sistema ad alto rischio. Anche quando lo modifichi in modo sostanziale, o lo usi per uno scopo che lo rende ad alto rischio, per esempio un assistente generico usato per fare la classifica dei CV. Da lì valgono per te gli obblighi del fornitore.
Un sistema di AI che rispetta le regole fin dal progetto?
Raccontaci che cosa fa l'AI nella tua azienda e su chi. Se un sistema va costruito o adattato con controllo umano, log e avvisi, lo facciamo noi, accanto al tuo consulente legale.
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