Software di risk management
su misura

Le suite GRC generaliste piegano il processo al loro modello. Noi costruiamo la piattaforma attorno al framework che già usate.

Quando la suite GRC smette di andare bene

Le funzioni rischio che incontriamo lavorano quasi sempre su un misto di tre cose: uno strumento GRC in licenza che nessuno usa fino in fondo, una serie di fogli di calcolo dove sta il lavoro che viene usato e una cartella condivisa dove le evidenze si dimenticano. Lo strumento acquistato per standardizzare il processo, finisce per descrivere un processo che nessuno segue più.

Il disallineamento è strutturale. Una piattaforma generalista arriva con una tassonomia dei rischi, un modello di scoring e un unico flusso di approvazione, perché deve servire tutti i settori insieme. Il vostro framework è stato plasmato dal regolatore, dal settore e da anni di decisioni interne. Forzare l'uno dentro l'altro produce controlli duplicati, evidenze che non corrispondono mai del tutto al controllo cui appartengono e un audit che diventa archeologia.

Costruire la piattaforma attorno al framework elimina alla radice quel livello di traduzione.

Cosa costruiamo

Piattaforme di rischio e compliance che consegniamo

Risk register e tassonomia

Le vostre categorie, la vostra gerarchia, il vostro modello di ownership. I rischi vivono nella struttura con cui l'organizzazione già ragiona, non nell'albero predefinito di un software generalista.

Scoring e soglie di appetite

Scoring inerente e residuo con la formula approvata dal vostro comitato, e soglie che fanno scattare l'escalation da sole quando un rischio supera l'appetite.

Controlli ed evidenze

Ogni controllo porta con sé il calendario di test, il responsabile e le evidenze legate al periodo che coprono. Basta cercare nei drive sotto audit.

Audit trail immutabile

Chi ha cambiato cosa, quando e con quale approvazione, in una forma che un auditor può leggere senza doversi fidare della memoria di qualcuno.

Integrazioni con i sistemi di record

ERP, ticketing, identity provider e monitoraggio alimentano la piattaforma via API, così i dati di rischio riflettono quello che l'azienda sta facendo davvero.

Reportistica per chi decide

Pacchetti per il board, estrazioni per il regolatore e viste operative costruiti sugli stessi dati, invece di tre versioni parallele della verità.

Da dove viene questa esperienza

Il lavoro sul rischio è il punto in cui si incontrano due cose che facciamo ogni giorno: piattaforme Cloud Enterprise complesse e processi regolati che devono reggere a un'ispezione. Abbiamo costruito una piattaforma ESG che raccoglie e redistribuisce le emissioni lungo la filiera con reportistica allineata a ISO e GHG Protocol, e un hub di compliance dentro un ERP che segue formazione obbligatoria, docenti e attestati con i relativi obblighi di conservazione.

Sono entrambi sistemi di rischio sotto un altro nome: una tassonomia, evidenze legate a un obbligo e una traccia che deve tenere anche mesi dopo.

Il codice è vostro

Nessun canone di licenza e nessun vendor lock-in. Codice sorgente, documentazione delle API e accessi ai repository appartengono al cliente, su tecnologie standard e documentate. Per un sistema che deve restare verificabile per anni, poter cambiare fornitore senza ricostruire la piattaforma fa parte del profilo di rischio.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono i team di rischio e compliance prima di partire

Dobbiamo sostituire lo strumento GRC che abbiamo già?

Di solito no, non subito. Un punto di partenza frequente è costruire la parte che lo strumento attuale gestisce peggio, collegarla a quello esistente via API e lasciarli lavorare in parallelo. La sostituzione diventa una decisione che prendete dopo, con dati alla mano, invece di un salto nel vuoto all'inizio.

Quali framework supportate?

Quello che usate voi. Dato che il modello viene costruito invece che configurato, tassonomia e controlli possono seguire ISO 27001, NIS2, l'EU AI Act, un framework ORM interno o uno schema di settore, comprese le loro combinazioni mappate su controlli condivisi. Vanno decisi da subito e perseguiti insieme.

Come si tengono le evidenze pronte per l'audit?

L'evidenza viene legata al controllo e al periodo cui appartiene nel momento in cui viene prodotta, con traccia immutabile di chi l'ha caricata e di chi l'ha approvata. Prepararsi a un audit diventa ricerca ed esportazione, non una ricostruzione.

Si può usare l'AI sui dati di rischio in sicurezza?

Sì, entro limiti che vale la pena dichiarare. I modelli sono utili per classificare, redigere bozze e individuare lacune, mai come autorità su una decisione. Gli output passano da validazione degli schemi, le operazioni ad alto impatto e in scrittura da approvazione umana, e ogni passaggio lascia una traccia. Si scelgono servizi Cloud Enterprise che escludono l'uso dei dati del cliente per l'addestramento.

Può girare sulla nostra infrastruttura?

Sì. Il target di deploy è una decisione presa in fase di progettazione: cloud europeo, italiano, il vostro account cloud oppure on-premise, guidata dai vincoli normativi e contrattuali sotto cui lavorate e non dalla nostra comodità.

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Come si sceglie quando bisogna partire?

Parlare di rischio senza una piattaforma adatta può essere un azzardo, farlo con un prodotto standard è molto meglio, ma prima di accontentarsi organizziamo una call e parlaci del tuo caso.

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